Studio Notarile Napoli Notai

Il ruolo del Notaio

Il Notaio è un pubblico ufficiale incaricato dallo Stato italiano di conferire pubblica fede agli atti privati con lo scopo di attribuire agli stessi un superiore crisma di legalità ed una impareggiabile stabilità, elementi tutti che verranno ulteriormente esplicati nel prosieguo.
Tuttavia, il ruolo e la figura del Notaio sono ancora vittime di falsi miti frutto di retaggi culturali ancora troppo presenti nel nostro sistema sociale, alimentati peraltro da un sentimento di religiosa esterofilia. Dunque, con il presente elaborato ci si propone di sfatare alcuni dei numerosi miti che coinvolgono la professione notarile, nello spirito della assoluta trasparenza.
 

1. LA FUNZIONE NOTARILE IN ITALIA E NEGLI ALTRI ORDINAMENTI

Il Notaio è una delle figure di massima expertise nel panorama giuridico italiano ed è incaricato dallo Stato di attribuire pubblica fede ai documenti pubblici e della riscossione di alcuni tributi connessi agli stessi.

Il Notaio è una delle figure di massima expertise nel panorama giuridico italiano ed è incaricato dallo Stato di attribuire pubblica fede ai documenti pubblici e della riscossione di alcuni tributi connessi agli stessi.

a. Pubblico ufficiale e libero professionista

Come già accennato, il Notaio è un pubblico ufficiale ma al tempo stesso è un libero professionista, il che comporta l’onere di organizzare la propria attività e sostenerne il rischio ed il peso economico. Il connubio tra funzione pubblica ed autonomia professionale rende possibile l’espletamento della funzione notarile senza alcun carico economico per lo Stato e, conseguentemente, per i contribuenti. D’altra parte, non viene meno, per effetto della pubblica autorità di cui è investito il Notaio, la assoluta terzietà ed incorruttibilità: il Notaio viene spesso definito come magistratus inter partes; la scelta effettuata da una delle parti non pregiudica in alcun modo l’equidistanza del professionista da tutte le parti contrattuali.

b. La funzione notarile in ottica comparatistica

Assai diffusa la credenza che ordinamenti più moderni ed efficienti facciano a meno del Notaio con risultati equivalenti e finanche superiori a quelli degli ordinamenti, tipicamente di matrice latina, che conservano la figura del Notaio. La realtà è che gli ordinamenti, generalmente di derivazione anglosassone, che difettano della figura notarile presentano risultati chiaramente inferiori: incontrovertibile è l’evidenza di un netto risparmio di spesa, sia pubblica che privata, direttamente derivante dal corretto svolgimento della funzione notarile. Sotto il profilo privato, il Notaio consente alle parti, pur dietro pagamento di un compenso (l’onorario notarile), di risparmiare su numerose altre voci di costo: il compenso dell’avvocato incaricato della redazione del contratto (ruolo solo apparentemente sovrapponibile in toto a quello del Notaio), le spese assicurative assolutamente necessarie in assenza di altro soggetto (peraltro vestito di pubblica autorità) che garantisca la validità dell’atto . Peraltro, l’assenza di un soggetto garante della validità dell’atto non è priva di effetti sotto il profilo pubblicistico: innegabili sono i riflessi per la stabilità ed efficienza del sistema commerciale e finanziario, sia per la spesa pubblica. Per quanto concerne il primo aspetto, l’esperienza americana dei mutui subprime dovrebbe essere di per sé esplicativa. Con riferimento alle finanze pubbliche, invece, il plus offerto dalla figura notarile è rappresentato dalla funzione c.d. antiprocessualistica: l’assoluta stabilità conferita all’atto notarile dalla competenza del Notaio e dalla accurata e scrupolosa istruttoria dallo stesso svolta consentono di escludere ab origine che un contratto possa essere fonte di lite e possa quindi congestionare il sistema Giustizia; è chiaro, dunque, che ciò comporta non solo un miglioramento dell’efficienza del sistema giudiziario ma anche un risparmio di spesa.
Il notaio è responsabile del contenuto dell’atto (c.d. gate keeper) e pertanto cura personalmente la redazione dell’atto (art. 47 legge notarile), assumendosene la responsabilità civile, penale, fiscale e disciplinare. Ciò sarebbe sufficiente a sfatare il mito per il quale il Notaio si limiterebbe ad apporre la propria firma. Tuttavia, si può osservare ulteriormente che la professione notarile è composta da numerosi altri adempimenti ed oneri: corretta ricostruzione delle visure ipotecarie e di quelle catastali, tassazione dell’atto, consulenza fiscale al cliente, registrazione, trascrizione e volturazione del rogito, redazione della relazione ipo-catastale per la banca in caso di mutuo, liquidazione e pagamento materiale delle imposte del rogito, controlli ed eventuali segnalazioni anti-riciclaggio, tutela della privacy, etc.

2. L’ACCESSO ALLA PROFESSIONE

Talvolta il Notariato viene identificato come una casta inaccessibile composta di professionisti per lo più anizani, come tali reticenti a qualunque forma di innovazione o cambiamento. Nulla di più falso, la percezione è un derivato storico le cui tracce si sono perse anni or sono. Attualmente l’accesso alla professione notarile avviene esclusivamente per pubblico concorso che si fregia di essere uno dei più meritocratici del panorama nazionale: l’82% ca. dei Notai in esercizio non è figlio di Notaio e la procedura concorsuale è articolata in modo da escludere nel miglior modo possibile il rischio di un risultato non basato sul merito.
Peraltro, dei circa 6.000 Notai in esercizio pur essendo la maggioranza appartenenti alla fascia di età compresa fra i 45 ed i 65 anni – più di mille notai hanno meno di 45 anni, ed addirittura quasi 50 notai hanno meno di 30 anni. Infatti, l’età media dei vincitori di concorso è di 35 anni. Con ciò si vuole affermare che non vi è nulla di più lontano dalla realtà dell’idea di un Notariato antico e restio all’innovazione: il Notaio è un operatore giuridico in continuo aggiornamento per obbligo deontologico e svolge una delle sue principali funzioni nella c.d. facoltà di consiglio con la quale illustra al cliente le scelte conformi a legge che siano economicamente e giuridicamente più vantaggiose e rispondenti alle sue esigenze e ciò richiede non solo una impareggiabile preparazione giuridica costruita con decenni di studio, che non si interrompe con la nomina, ma anche una incessante attività di aggiornamento professionale.

3. L’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE: COMPETENZA, OBBLIGHI E RESPONSABILITÀ

Il Notaio esercita la propria funzione all’interno del distretto di assegnazione ed obbligato a prestare il proprio ministero quando richiesto (art. 27 L.N.). Tuttavia, nonostante una sempre più pressante spinta verso la digitalizzazione, non è consentito esercitare la funzione al di fuori della Regione (o del distretto di Corte d’Appello se più grande) ove è posta la propria sede.
La scelta del Notaio non può in alcun modo essere imposta e generalmente è rimessa a chi paga l’onorario notarile (generalmente, salvo patti contrari, l’acquirente). Ciò nel modo più assoluto non esclude l’obbligo del Notaio di svolgere la funzione di indagine della volontà e di consulenza anche con riferimento alla controparte contrattuale, la quale è in egual misura tutelata.
Come già accennato, il Notaio è responsabile sotto il profilo civile, penale, fiscale e disciplinare per gli atti che vengono stipulati con il suo ministero. In particolare, sotto l’aspetto civilistico la responsabilità del Notaio rappresenta una forma di garanzia (in senso lato) per le parti poiché il professionista risponde personalmente dei danni cagionati da imperizia o negligenza professionale.
In materia fiscale, il Notaio è sostituto di imposta per una serie di tributi connessi e proporzionali all’atto stipulato e pertanto assume una responsabilità verso il Fisco poiché è solidalmente obbligato con il contribuente.
Ancora, una parte importantissima della funzione notarile consiste nella pubblicizzazione e conservazione degli atti. Tra gli adempimenti principali e di grandissima rilevanza di cui consiste la professione notarile vi è certamente la pubblicità degli atti (trascrizione nei registri immobiliari, iscrizione nel registro delle imprese, registrazione presso l’Agenzia delle Entrate). Per il Notaio costituisce obbligo professionale procedere alla regolare e tempestiva pubblicizzazione degli atti nel minor tempo possibile; l’inosservanza di detto obbligo comporta responsabilità del professionista. Il regime di pubblicità instaurato con l’ausilio dei Notai è un pilastro essenziale nel sistema di certezza dei traffici giuridici e per tale ragione costituisce un cardine della professione che però, come tale, richiede attenzione e tempo. Nell’ambito della funzione in esame, ed in linea con lo scopo antiprocessualistico, dal 2017 è stato introdotto l’obbligo per i Notai di dotarsi di un conto corrente dedicato sul quale le parti (od anche una sola di esse) possono chiedere di depositare le somme relative all’atto da stipulare perché queste siano svincolate dopo che il Notaio abbia accertato la assoluta inoppugnabilità dell’atto medesimo e abbia pertanto provveduto alla regolare pubblicizzazione dello stesso.
Altro aspetto essenziale della professione notarile concerne il contrasto al riciclaggio: il Notaio costituisce, ad oggi, uno dei principali attori della campagna anti-riciclaggio poiché rappresentata la principale fonte di informazioni. Uno degli obblighi del Notaio, infatti, è quello di effettuare segnalazioni ogniqualvolta una operazione risulti sospetta sotto il profilo in esame.

4. IL COMPENSO DEL NOTAIO

Le somme corrisposte al Notaio sono generalmente percepite come un emolumento unitario ma la realtà è ben altra. Sono tre gli elementi principali in cui scomporre le predette somme: a) le imposte, che il Notaio dovrà versare allo Stato per conto dello stipulante in qualità di sostituto di imposta e che sono generalmente proporzionali al valore dell’atto; b) l’IVA, anch’essa proporzionale (attualmente al 22%); c) l’onorario notarile, liberamente determinabile poiché è stata abolita la tariffa notarile che fissava un minimo ed un massimo e che evidentemente, pur non essendo proporzionale al valore in senso stretto, cresce all’aumentare del valore dell’atto perché con esso aumentano anche le responsabilità ed i tempi e costi di preparazione. Tra tutti gli elementi sopra menzionati solo l’onorario notarile viene effettivamente percepito dal Notaio, il quale deve sopportare una miriade di costi per la gestione della propria attività: si stima che uno studio notarile efficiente è quello studio dove il Notaio, al netto dei costi di gestione e delle imposte sui redditi, riesca a trattenere il 25% del fatturato lordo.

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